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Rolex Replica Air-King

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L'appellativo Kew A definisce un ristretto batch di orologi realizzati da Rolex con il preciso intento di soddisfare i rigorosissimi standard cronometrici "A" imposti dall'osservatorio di Kew, situato in Inghilterra nei pressi di Greenwich e incaricato di testare e certificare i cronometri da assegnare alla marina britannica.
Proprio in funzione di questo scopo i controlli in vigore presso Kew erano particolarmente rigorosi, molto più severi rispetto a quelli del COSC, allo scopo di soddisfare i parametri della Marina che esigeva la massima precisione per le manovre nautiche. I calibri presi in esame venivano testati per un periodo di 45 giorni, durante i quali venivano sottoposti a diverse prove comprendenti anche notevoli sbalzi di temperatura, notoriamente uno dei maggiori fattori che possono influenzare la precisione.

Allo scopo di ottenere la certificazione Kew A, nel 1949 Rolex crea un movimento specifico, utilizzando come base il cal. 700 sul quale vengono assemblati diversi componenti meccanici del più recente cal. 720 a carica automatica e alcuni realizzati ad hoc.
Tra questi l'elemento più rilevante è il particolare bilanciere definito Guillaume, realizzato in una lega di acciaio e nichel, non soggetto a imprecisione dovuta alla temperatura. Nonostante questo, il movimento mostra comunque la dicitura Patented Superbalance come per i normali calibri Rolex destinati ai modelli commerciali.

Ne vengono prodotti 145 esemplari, assemblati a mano e messi a punto da uno dei migliori tecnici in forza alla Rolex, Jean Matile.
Lo stesso che aveva curato i 500 Prince premiati con la menzione Especially Good dal Bienne Rating Office, realizzati nel 1935 per celebrare il giubileo di Re Giorgio V.
Inviati a Teddington, località sede delle prove, vengono sottoposti ai consueti test: 136 di essi ottengono l'ambito riconoscimento e solamente 9 esemplari falliscono.
16 tra i 136 movimenti Rolex certificati ottengono addirittura una particolare nota di merito per aver dimostrato una precisione del 20% superiore a quella richiesta.

Interessante notare come alcuni movimenti, che inizialmente non avevano superato i test, siano stati rimandati alla sede Rolex per un migliore set up e successivamente inviati nuovamente in Inghilterra per ripetere le prove.
Questo procedimento poteva essere ripetuto diverse volte fino al raggiungimento degli standard richiesti (E ciò spiega perchè non tutti i calibri Kew A tested sono montati su casse con numeri seriali consecutivi).
L'iniziale fallimento dei test è probabilmente imputabile agli shock subiti dai singoli movimenti durante la fase di trasporto da Ginevra a Kew, come dimostrano i positivi risultati ottenuti a seguito di una accurata messa a punto.
Se i test Kew A non fossero cessati nel 1951 è plausibile credere che anche i 9 esemplari che fallirono la certificazione avrebbero ottenuto un risultato positivo durante i tentativi successivi.

I 136 movimenti certificati, tornati presso la sede Rolex, vengono impiegati su due differenti modelli, così ripartiti: 112 ref. 5056 Speedking in acciaio e 24 ref. 6210 Observatory in oro 18kt. Entrambi mostrano orgogliosamente la dicitura Kew A certificate sul quadrante (sopra il contatore dei piccoli secondi) e Kew A tested incisa sul movimento.

Basandosi sui risultati registrati dall'osservatorio di Kew è possibile conoscere con precisione quali e quanti calibri Rolex ottennero la certificazione, in quale data e dopo quanti tentativi.
Senza dubbio i Kew A sono tra i modelli più ambiti dai collezionisti Rolex e, ad oltre mezzo secolo Con il modello Veriflat (ref. 6512) Rolex intende offrire un orologio di particolare eleganza e raffinatezza, caratterizzato dalla cassa ultrapiatta, come il nome stesso vuole suggerire.
Confrontandone il profilo con quello di un qualsiasi altro modello Oyster appare subito evidente il ridotto spessore della carrure, abilmente ottenuto senza rinunciare alla cassa “a vite”.
Per mantenere questa caratteristica e garantire conseguentemente l'impermeabilità, i tecnici Rolex ricorrono ad un semplice quanto brillante accorgimento.
La zigrinatura del fondello viene realizzata in bassorilievo, direttamente incisa nel metallo, senza comportare un incremento di spessore e avendo come risultato una superficie completamente piatta.

Il movimento impiegato è prerogativa unicamente di questo modello ed è una derivazione dal pre-esistente cal. 1030. Assume la denominazione di cal. 1000 e si distingue per il contatore dei piccoli secondi ad ore 6.
A differenza del movimento da cui deriva è a carica manuale, a tutto vantaggio dello spessore: il modulo dell'automatico avrebbe infatti comportato una maggiore altezza e non avrebbe permesso l'impiego del fondello piatto.
Il risultato ottenuto da Rolex è eccellente ed il nuovo movimento ha uno spessore ridotto a soli 3.45mm.

Viene prodotto sia nella versione standard, marcata Precision sopra il contatore dei secondi ausiliari, che in quella elevata allo standard di cronometro, contraddistinta invece dalla dicitura Officially Certified Chronometer.

Il quadrante argentè presenta indici applicati abbinato ad un gioco sfere dauphine mentre il contatore dei piccoli secondi è caratterizzato dalla tipica lavorazione a cerchi concentrici.
Espressamente concepito per essere uno dei modelli più eleganti dell'intera gamma, viene proposto unicamente in oro 18kt, nelle tonalità gialla e rosa.
In un catalogo Rolex risalente al 1960 è descritto dicendo che “l'uomo elegante lo sceglie per la sua tenuta da sera”, proprio per evidenziarne il prestigio.
Viene posto l'accento anche sulla impermeabilità della cassa (garantita fino a 20m) e sulla precisione del movimento, testimoniata dal celebre sigillo rosso.

Durante il periodo produttivo, indicativamente tra il 1955 e il '62, il Rolex Veriflat rimane però confinato ad un ruolo di secondo piano, principalmente a causa del prezzo elevato.
Con la stessa cifra infatti è possibile acquistare un modello Oyster Perpetual in oro 18kt, che offre in più il vantaggio del movimento a carica automatica.
Per questa ragione è un modello particolarmente raro da reperire ai giorni nostri ed è a tutti gli effetti un pregiato esemplare da collezione.

Dopo l'uscita dai listini del Rolex Veriflat, presumibilmente attorno ai primi anni '60, la maison non si cimenterà più nella realizzazione di modelli simili, consegnando così alla ref. 6512 il primato di
Rolex Oyster più sottile di sempre.


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